fine.
tag: the end
avevo iniziato a scrivere delle cose
dick
capo
giornalini di donne nude
a quindicianni
guru
il cuculo
ma poi ho smesso
All’uscita del negozio c’è il banchetto dove fanno i pacchetti. Padre e figlia aspettano in fila per 20 minuti poi arriva il loro turno. La ragazza al banco inizia a impacchettare.
- Ma guarda che bella bambina. Ma che bel broncino, come ti chiami?
La bambina rimane zitta e si volta dall’altra parte.
- Si chiama Allegra - risponde il padre.
- Allegra? Ciao Allegra, non mi sembri per niente allegra, ah ah ah
ascoltato a Firenze il 24.12.2011
(ma chissà Allegra quante volte se lo sentirà dire)
capisci che sei diventato vecchio
quando una mattina vai a farti il prelievo del sangue
e sei il primo della fila
dello stendere (ovvero la mamma ha sempre ragione)
La disputa ebbe inizio quando dissi alla mia amata compagna:
- Via, vado a stendere i panni.
- Guarda che sono già stesi, mi fece lei.
- Sì, lo so. Li vedo che son tesi, infatti li vado a stendere.
- Non li puoi stendere visto che stanno appesi ormai da un giorno. Caso mai puoi ritirarli.
- E infatti che ho detto io? Li sto andando a stendere.
Come avrete capito, la ragione del contendere era l’uso della parola stendere. Per me si tendono i panni quando si mettono ad asciugare e si stendono quando si tolgono. Io ho sempre detto così, immagino, perché l’ho sempre sentito dire da mia mamma. Mi si faceva presente in quell’occasione che no, che stendere era invece sinonimo di tendere.
Per dirimere la questione siamo venuti allora all’uso del vocabolario.
L’agile vocabolarietto presente in casa prevedeva l’uso di stendere solo come sinonimo di tendere, ragion per cui sono stato preso in giro per anni vista anche la mia supponenza, tutta fiorentina, di considerarmi custode del sapere linguistico familiare.
Il mio grosso errore è stato quello di non avere a disposizione il Grande dizionario della lingua italiana / Battaglia UTET (vedi immagine) che da ora in avanti mi porterò sempre appresso per ogni evenienza.